Prende forma la scheda elettorale delle elezioni presidenziali dell’Ecuador del prossimo 17 Febbraio del 2013

 

 

 

Salvo recuperi per via legale che portino a decisioni diverse, sino ad oggi i candidati al seggio presidenziale dovrebbero essere i 5 su riportati, dopo la revisione delle firme raccolte dai vari partiti e movimenti che li sostengono effettuata dal CNE, il Consiglio Nazionale Elettorale, che tante polemiche e proteste ha suscitato nel mondo politico ecuadoriano, in base ad una legge voluta e imposta dal Presidente Rafael Correa, che ha tentado in mille modi di rendere la vita difficile a chi a sinistra, come a destra, sta cercando di opporsi all’egemonia totale del partito del Presidente. Secondo un ordine assegnato gia’nelle precedenti elezioni il primo posto e’ assegnato al candidato di quella che negli anni passati era definida lista n.3 del Partito Societa’ Patriotica (PSP), con candidato l’ex Presidente della Repubblica Ecuadoriana Lucio Gutierrez, personaggio di primo piano della opposizione politica a governo di Rafael Correa, personaggio ambiguo che quando e’ stato al potere e’ rimasto coinvolto in scandali di corruzione e di nepotismo, in cui furono coinvolti anche membri della sua famiglia. Dovette abbandonare il paese e la carica sotto l’infuriare della sollevazione popolare. Non si deve dimenticare che ordino’ alla polizia di guardia al palazzo presidenziale di far fuoco sui manifestanti e, se cio’ non accadde, fu perche’ gli agenti preposti a questo compito si rifiutarono di sparare contro i propri concittadini. Gutierrez, in questi ultimi anni, ha saputo far convogliare su di se’ i consensi di tutti coloro che sono ostili alla politica sociale e internazionale di Rafael Correa e quindi rappresenta il voto del centro e della destra ecuatoriana che, dalla politica di Rafael Correa, hanno perso egemonia. Si puo’ dire che nonostante una fraseologia vagamente di sinistra e alcune tesi populistiche, Gutierrez rappresenti l’unico vero rivale di Correa alle prossime elezioni di Febbraio, in quanto ha sin’ora saputo convogliare sulla sua persona il voto della maggioranza di coloro che sono ostili al riformismo bolivariano di Correa e vorrebbero un Ecuador comercialmente e políticamente piu’ legato agli USA e meno al Venezuela di Chavez.

 Il secondo candidato alle presidenziali e’ il ricco propietario e principale esportatore di banane dell’Ecuador, ultramiliardario, Alvaro Noboa del Partito Rinnovatore Istituzionale Azione Nazionale (PRIAN), che in questi giorni di inizio Ottobre 2012, sta affrontando una battaglia contro il Fisco dell’Ecuador (SRI) per una sospetta evasiones fiscale di milioni di dollari, che ha fatto scattare il sequestro di 2 yacht, alcune automobili di lusso di proprieta’ del bananiere. Di fronte al sequestro dei propri beni Alvaro Noboa fa la vittima e vuol far credere che lo si stia attaccando per motivi politici, per impedirgli di presentarsi alle elezioni, mentre in realta’ si tratta di frode fiscale ai danni dell’erario dell’Ecuador. Il suo partito raccoglie molti voti della destra e della zona costiera dove la sua lobby ha molta potenza. Il terzo candidato e’ Alberto Acosta, principale rappresentante del “Coordinamento Plurinazionale delle Sinistre”, movimento politico da lui capeggiato e formatosi con la sua fuoriuscita dal partito dell’attuale Presidente Rafael Correa.  Alberto Acosta e’ una grossa personalita’ che ha abbandonato Rafael Correa, perche’ non avrebbe portato avanti le necessarie riforme sociali nel mondo del lavoro e nel campo del federalismo etnico, tradendo il suo programma elettorale precedente e dando luogo ad una rivoluzione cittadina poco incisiva, di basso profilo ideologico, trascurando i diritti del mondo del lavoro, ma anzi introducendo contratti di precarieta’, senza minimamente sforzarsi di risolvere i problemi sociali legati alla poverta’ e al basso costo del lavoro. Acosta e’ stato il Presidente dell’Assemblea Costituente quando era uno dei collaboratori piu’ stretti del Presidente Correa. La sua candidatura e’ sostenuta dal MPD (Movimento Popolare Democratico), partito politico comunista egemonizzato dal Partito Comunista Marxista-Leninista dell’Ecuador, che gode di consensi e di visibilita’ tra i laboratorio e il movimento giovanile e studentesco. La sua candidatura e’ inoltre sostenuta dal Partito Pachakutik, gruppo politico che rappresenta le comunita’ indigene e ha molto seguito nelle comunita’ montane tra gli indigeni. Il quarto candidato e’ Guillermo Lasso di Creo (Creando Opportunita’), che contende a Gutierrez la Leadership di principale oppositore. E’ un noto ex banchiere sotto la presidenza di Mahuad ed e’ noto per essere stato uno dei principali Autori del tremendo crack finanziario che colpi’ il paese all’inizio del nostro millennio. Questo fatto, di cui Lasso non fu immune di colpe e responsabilita’  non gioca di certo a favore della sua candidatura. Potra’ probabilmente contare sul voto moderato di tutti coloro che votano a destra e non se la sentono di votare il populismo di Gutierrez. Il quinto candidato e’ l’attuale Presidente Rafael Correa, sostenuto dal suo entourage riunito sotto la sigla “Patria Attiva e Sovrana”.

Salvo sorprese queste sono le 5 candidature certe da cui il cittadino ecuadoriano dovra’ eleggere il futuro Presidente del paese il 17 Febbraio 2013.